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Suoni di Terra Madre
51 gruppi da 30 nazioni per la salvaguardia della biodiversità musicale
Cinquantun gruppi, trenta paesi rappresentati, una cinquantina di esibizioni al giorno all’interno del Lingotto Fiere e dell’Oval.
Sono i numeri dei Suoni di Terra Madre, un altro elemento necessario nella costruzione del modello “comunità del cibo” a tutto tondo. Contadini, pastori e pescatori nel 2004.
Cuochi e docenti nel 2006. E quest’anno i giovani. Al tempo del lavoro, dello studio e dell’alimentazione, però, mancava il contraltare, senza il quale non si avrebbe comunità: il tempo della festa o della socialità. Musica, sì, ma non solo: teatro di strada, cantastorie, danza, tutto quanto serve, nel mondo rurale e pastorale, a incrementare gli incontri, a lenire le fatiche del lavoro, a pacificare, favorendo la trasmissione della tradizione orale.
La biodiversità musicale è, oggi, minacciata quanto quella agricola: le grandi major pretendono suoni omologati e facilmente commerciabili con la stessa logica con cui una multinazionale dell’alimentazione inonda il mercato con cibi simili in tutto il mondo. Con questi primi quarantotto avamposti di musica popolare si vuole cominciare a porre l’attenzione (anche) su questa pericolosa deriva.
Si possono ascoltare in tante piazzole improvvisate all’interno del Salone del Gusto o nei corridoi di collegamento fra Lingotto Fiere e Oval.
Si esibiscono sul palco durante la cerimonia di chiusura di Terra Madre al PalaOlimpico, domenica 26 ottobre, in un evento orchestrato e co-interpretato dai Mau Mau, storici compagni di viaggio di Slow Food e da sempre aperti a una multiculturalità ritmica e strumentistica come supporto al canto piemontese.
A notte fonda danno vita a spettacoli spontanei nelle città piemontesi che ospitano le comunità del cibo.
Segnaliamo inoltre due eventi eccezionali che si svolgeranno al di fuori di Salone del Gusto e Terra Madre, ma che sono ad essi intimamente legati.
I gruppi partecipanti e il calendario delle esibizioni >
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