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4Cities4Dev: partire dal cibo per unire Nord e Sud del mondo

L’idea che il cibo sia al centro della vita delle persone è stata una delle prime intuizioni di Slow Food. Il fatto che da qui si possa partire anche per lavorare in quei Paesi dove di solito si interviene con gli aiuti della cooperazione allo sviluppo è stata una delle evoluzioni di quell’intuizione iniziale, nonché la premessa da cui si è mossa la Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus, nata nel 2003.

Legare il cibo, e la difesa della biodiversità che i cibi e le tradizioni del mondo rispecchiano sulla tavola, con azioni che partendo dai prodotti tutelano intere comunità – questa è la linea d’azione che, come un fil rouge, unisce i tanti progetti di Slow Food nel Sud del mondo.

Oggi, un progetto co-finanziato dall’Unione europea, cui Slow Food partecipa insieme a quattro città europee: Torino (capofila),  Tours, Bilbao e Riga, tenta di mettere per iscritto questo approccio semplice ma fecondo. Lo fa attraverso uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Torino, che sarà presentato al prossimo Salone del Gusto e Terra Madre nella conferenza Quattro città europee incontrano l’Africa. In quest’occasione, le città coinvolte parleranno della loro esperienza: grazie a 4Cities4Dev, infatti, hanno avuto occasione di sperimentare il modello di cooperazione di Slow Food adottando sette comunità del cibo africane.

Ma questo è solo uno degli aspetti di 4Cities4Dev, che prevede anche capillari azioni di sensibilizzazione al consumo responsabile per i cittadini europei, perché il mondo è tutto collegato e non esiste un noi e un loro.

La mostra Cibi che cambiano il mondo, dopo aver girato per gli eventi di Tours (Euro Gusto), Bilbao (Algusto) e Riga (Riga City Festival), arriverà al Salone del Gusto e Terra Madre, proprio con questo scopo.
Per chi non potrà esserci, per chi vorrà portarsi a casa qualcosa, o per chi vuole cominciare a capire subito di cosa stiamo parlando, ecco la guida Quando fai la spesa, usa la testa!, cercherà di spiegare quali sono le cose a cui dobbiamo fare attenzione quando scegliamo cosa comprare.

4Cities4Dev racconta anche le storie di chi, come i pastori Pokot del Kenya o le donne Imraguen della Mauritania, grazie alla valorizzazione di prodotti tradizionali, ha scoperto che il nostro cibo è una ricchezza, qualcosa di cui essere orgogliosi, da cui partire per costruire un futuro migliore, e più sostenibile.

E se le immagini raccontano più di mille parole, allora i video girati in Africa presso alcuni dei Presìdi di Slow Food scelti come casi-studio, sono il modo migliore per capire di cosa stiamo parlando.

 

Jacopo Borazzo

j.borazzo@slowfood.it

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